“Buste paga decurtate del 50%. E ora si rischiano i licenziamenti”

ECONOMIA – Il sindacato FlmU-Cub accende i riflettori sulla crisi Stellantis: domani e dopodomani sit-in ai cancelli dello stabilimento Fca Cassino Plant con il coinvolgimento degli operai dell’indotto. Il monito: “Tra qualche settimana scadranno tutti gli ammortizzatori sociali, in fabbrica si vive un clima di dismissione”

La protesta dello scorso anno del sindacato di base FlmU-Cub

Dopo l’ennesimo stop di ieri, questa mattina hanno riaperto i cancelli dello stabilimento Fca Cassino Plant. E per il sito Stellantis di Piedimonte San Germano si apre una settimana all’insegna della battaglia sindacale e politica.

Domani e dopodomani la FLMU di Cassino organizza due giorni di presidio davanti i cancelli dello stabilimento dalla FCA di Cassino all’ingresso 2 e all’ingresso 1: dalle ore 12 alle ore 14, i lavoratori, soprattutto quelli dell’indotto e delle aziende terziarizzate, saranno davanti i cancelli della FCA di Cassino per rappresentare le difficoltà che si stanno vivendo in fabbrica da più di due anni.

“Nella fabbrica – spiegano gli esponenti del sindacato di base – si vive un particolare clima di dismissione, e le continue fermate produttive di quest’ultimo anno e il rinvio di nuove produzioni confermano le preoccupazioni legate alla tenuta dell’occupazione. Tra qualche settimana scadranno tutti gli ammortizzatori sociali che hanno “tenuto in vita” gli attuali dipendenti della FCA e dell’indotto, e i 1.000 esuberi strutturali, per i quali è stata chiesta la Cassa di Solidarietà, potrebbero trasformarsi in altrettanti licenziamenti collettivi.

Dinanzi a un simile scenario – argomentano i sindacalisti – non si può più restare silenti e attendere di trovare i lucchetti ai cancelli per iniziare a protestare. E’ doveroso che da oggi inizi una serie di iniziative che vedano uniti lavoratori, studenti, istituzioni, società civile e mondo dell’associazionismo per scongiurare ulteriori perdite di posti di lavoro. Novecento posti di lavoro persi in tre anni per il mancato turn over e gli incentivi all’esodo degli ultimi mesi disegnano un quadro poco rassicurante dal punto di vista occupazionale. L’acquisizione di FCA da parte di Peugeot, salutata con enfasi e giubilo dall’intero territorio, che avrebbe dovuto garantire la piena occupazione degli stabilimenti italiani, si sta rivelando una mera chimera. Gli stabilimenti FCA di tutta Italia, addirittura anche quelli che non hanno mai sofferto alcuna crisi produttiva, sono al minimo storico, e questa situazione si ripercuote solo ed esclusivamente sugli operai, che negli ultimi anni si sono trovati buste paghe decurtate del 40 e 50%.

“Vogliamo iniziare a spezzare l’inquietante silenzio che pervade le fabbriche dell’area industriale del cassinate ” – sostengono i dirigenti sindacali del sindacato FLMU di Cassino – e per questo distribuiremo volantini per sollecitare la mobilitazione sindacale dal basso, prima che sia troppo tardi. Soltanto l’unità dei lavoratori e del territorio può arginare le velleità di chi pensa di tirare a campare fino alla chiusura dello stabilimento. Per questo chiamiamo a raccolta i lavoratori: per ridefinire le strategie di lotta alla luce della drammatica crisi occupazionale che sta lacerando l’economia di un intero territorio”.

Dopo la due giorni di sit-in ai cancelli, venerdì 19 novembre sarà la volta di un incontro in Comune sulla crisi Stellantis promosso dal Pci di Oreste Della Posta: vi prenderanno parte, oltre ai segretari provinciali dei confederali (Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm) anche alcuni rappresentanti del mondo della politica, tra cui il consigliere Renato De Sanctis.

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