“Falese mi ha sorpreso: è una piccola strada che però ha tanto da dire”

L’INTERVISTA – A qualche giorno dalla sua seguitissima esibizione a Cassino, Lorenzo Kruger, ex frontman dei Nobraino, in un’intervista a LeggoCassino.it dice: “Era qualche anno che non capitavo in città, mi sono trovato doppiamente sorpreso davanti a questa realtà così coraggiosa”

A qualche giorno dalla sua seguitissima esibizione in via Falese, a Cassino, Lorenzo Kruger, ex frontman dei Nobraino, apre il cuore rilasciando un’intervista a ruota libera. Falese è una piccola strada che però ha tanto da dire. Un piccolo spazio dove l’arte s’incontra e trova una sua coinvolgente espressione, lei ci ha dato l’impressione d’incarnare i valori del nostro concept.

Se l’aspettava che quest’isola pedonale le ‘assomigliasse’ così?
“A dire il vero sono un po’ sorpreso dalla quantità di affetto ricevuto nella serata di Falese. Era
qualche anno che non capitavo in città per cui non avevo il polso del rapporto che c’era. Tra l’altro io mi presento sui luoghi del concerto sapendo poco di quello che mi aspetta. Mi sono trovato doppiamente sorpreso davanti a questa realtà così coraggiosa e così effettivamente in linea al pensiero che sto esprimendo in questo periodo, riguardante circuiti di piccoli eventi formati da persone che in maniera così resistente offrono proposte culturali sul territorio. Sì, c’è un’affinità forte con i ragazzi di Su Di Tono e Francesco Torrice. Non so se sono il simbolo di qualcosa, ma se posso partecipare a rafforzare questo concetto lo faccio volentieri”.

Lei che è un artista capace di lasciarsi ascoltare e allo stesso tempo intrattenere e incantare leggendo la realtà che ci circonda, come vive questo periodo storico pieno di contraddizioni?
“Ho un sentimento ambivalente in merito. Da un lato penso che ogni periodo storico abbia le sue contraddizioni e che questo non per forza sia più particolare degli altri solo perché lo sto vivendo io; dall’altro, invece, penso che stiamo effettivamente vivendo un periodo particolare essendo nel pieno una rivoluzione tecnologica e culturale che va verso lo stravolgimento di moltissimi paradigmi. In riferimento a quest’ultimo, c’è un po’ di sgomento che accompagna sempre i cambiamenti in quanto le persone non sono mai pronte ai cambiamenti. Però c’è anche la volontà di voler partecipare in maniera attiva ad un momento importante”.

Lei è un’icona dell’originalità, ha ispirato molti autori e continuerà a farlo: cosa è cambiato nei giovani artisti negli ultimi anni? Qual è il suo rapporto con le nuove generazioni e i suoi figli?
“Credo che sia presto per me parlare di rapporto con le nuove generazioni, che poi mi fa sentire vecchio – scherza – ho voglia di partecipare più come alunno, che come maestro, al panorama. La mia capacità di comprensione rispetto ai tempi, ai modi ed ai costumi inevitabilmente rallenta, per cui il contatto con dei traduttori di questi tempi lo cerco. Già con i miei figli approfitto per fare degli ascolti che altrimenti non farei di autori giovani. Mi auguro che questo confronto aumenti sempre di più e io sia in grado d’interfacciarmi sempre di più con i giovani”.

Cosa si muove nel suo profondo e da dove nasce l’esigenza di elaborare un messaggio così personale come il suo nuovo album?
“Banalmente mi è sempre piaciuto scrivere canzoni, ed è quella l’attività che cerco di mettere al centro senza tanti sovra pensieri. Cerco di lavorare in maniera onesta, autentica, per creare delle canzoni che possano sopravvivere il più a lungo possibile in controtendenza ad un mercato che va in un’altra direzione come quella di colpire forte in un certo momento per poi diluirsi in fretta”.

Nei suoi testi, nella sua musica, ci si ritrova sempre in una nuova dimensione, in un nuovo spazio che va al di là della percezione comune. Cosa cerca quando interagisce con il pubblico?
“Io desidero creare una comunicazione, un rapporto con il mio pubblico che è fatto anche di provocazione, di inclusione. Come anche nella vendita degli spazi del nuovo disco. Per cui cerco una complicità. Nel lungo periodo confido di creare un rapporto saldo con un numero di persone sempre crescente. Mi auspico di crescere lentamente ma radicando un rapporto forte”

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