Polvere di Stellantis: a Cassino nove mesi da incubo. Ecco i numeri

ECONOMIA – La Fim-Cisl illustra il report del terzo trimestre dell’anno: dal 1° gennaio al 30 settembre 2021 il sito pedemontano ha fatto peggio rispetto al 2020 quando lo stabilimento restò a lungo chiudo per il lockdown. Persi oltre mille lavoratori. Le incognite suo nuovi modelli Alfa, i dati di Giulia e Stelvio: ecco tutti i numeri e la tabella esplicativa

La Fim Cisl nazionale questa mattina, in conferenza stampa, ha illustrato il report 3^ report Trimestre 2021 delle produzioni ed occupazionale degli stabilimenti italiani del Gruppo Stellantis. A fare il punto sulla situazione degli stabilimenti italiani, il Segretario nazionale Fim-Cisl Responsabile del settore automotive Ferdinando Uliano e il segretario generale Fim di Torino Canavese Davide Provenzano. La fotografia scattata dal sindacato è impietosa, soprattutto per il sito pedemontano.

Partiamo dai numeri: “Lo stabilimento di Cassino si è attestato con 32.554 veicoli nei primi nove mesi del 2021, con una perdita di volumi -12,8% rispetto anche al 2020 (il 30 settembre le immatricolazioni erano 37.315). Se prendiamo a riferimento il periodo pre-covid – ha spiegato Uliano in conferenza – la produzione quasi raddoppia nella perdita con circa -21,5% rispetto al primo semestre 2019. I semiconduttori assestano un ulteriore colpo alla situazione già fortemente negativa determinatasi nel 2020 con il lock-down. Le produzioni si attestano rispettivamente a 11.281 per Giulia e 21.173 per Stelvio. E’ dal 2017 che continua la flessione sui volumi produttivi dello stabilimento di Cassino. Attualmente lo stabilimento del laziale è al 10% con un -15% della propria potenzialità produttiva.

Il 2021 è stato caratterizzato dal continuo utilizzo di ammortizzatori sociali per mettere in
sicurezza l’occupazione, che nel corso dell’ultimo anno e mezzo si è ridotta di oltre 1.000 lavoratori, passando da circa 4300 a 3.289. Solo nel terzo trimestre si sono persi quasi 20 giorni lavorativi (-38%) rispetto al teorico, che vanno ad aggiungersi ai circa 46 giorni di chiusura collettiva del primo semestre.

Nei restanti giorni lavorativi comunque si marcia a velocità ridotta con circa 500 lavoratori giornalmente in CIG. La situazione sta avendo pesanti riflessi anche sull’indotto dello stabilimento. Le produzioni di Giulia e Stelvio – ha concluso Uliano – vengono ormai svolte da tempo su un unico turno centrale”.

La speranza per invertire questa tendenza estremamente negativa è appesa alla partenza del Suv Grecale della Maserati. Il segretario della Fim-Cisl Ferdinando Uliano si è però concentrato anche sulle recenti dichiarazioni del Ceo di Alfa Imparato: “Stellantis prevede un nuovo modello ogni anno per Alfa Romeo fino al 2026. Dato per scontato che il primo è il Suv Tonale che sarà prodotto a Pomigliano vogliamo sapere sin da ora quale sarà il modello per il 2023 e se Cassino che ha dato nuova linfa al marchio Alfa Romeo avrà nuovi modelli a partire, appunto, già dal 2023 visto che il sito laziale è uno dei quelli maggiormente in sofferenza”.

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